Storia della terapia del vuoto

La pratica di esporre una ferita a pressione sub-atmosferica per promuoverne la guarigione fu inizialmente descritta in ambito ortopedico nei primi anni novanta in pazienti con fratture esposte. Gli Autori, che utilizzavano un sistema da essi costruito, osservarono una efficiente detersione e guarigione delle ferita, con marcata proliferazione di tessuto di granulazione, senza casi di osteomielite. In lavori successivi è stato descritto il trattamento di pazienti con sindrome compartimentale dell’arto inferiore e di ferite infette, acute o croniche. La durata media del trattamento oscillò fra 4 e 31 giorni, con una media di 13, nelle sindromi compartimentali e le ferite furono successivamente chiuse mediante sutura e/o con innesti cutanei in un numero minore di casi. 

Nelle ferite infette il trattamento a pressione negativa durò per 17 giorni in media e furono necessarie di 3,1 medicazioni nell’intero periodo. La maggior parte delle ferite con infezioni acute fu trattata infine mediante sutura, mentre le rimanenti guarirono per seconda intenzione o furono trattate con innesti cutanei in pochi pazienti. Reinfezioni e insuccessi rappresentarono una piccola percentuale di casi. 

Molte delle iniziali esperienze nel trattamento topico con la pressione negativa furono effettuate in pazienti con ferite infette di ogni origine, ed anche nelle ulcere croniche post-attiniche come nelle lesioni dei tessuti molli, comprendenti decubiti sacrali, lesioni post-traumatiche, perdite di tessuto conseguenti a fratture degli arti inferiori. Nella maggior parte dei casi si osservò la riduzione rapida delle dimensioni iniziali della ferita, con accorciamento dei tempi di guarigione e guarigione dell’infezione preesistente. 

In questi studi la pressione negativa fu realizzata mediante attrezzature convenzionali, quali gli aspiratori da parete ed i classici “boccioni da aspirazione”, connessi a medicazioni di vario tipo isolate dall’ambiente mediante teli adesivi in uso in sala operatoria. Ciò a dimostrazione che il sistema può essere realizzato in maniera molto semplice, pur ottenendo brillanti risultati. Naturalmente i tipi di medicazione, i livelli di depressione e la durata dei trattamenti non erano omogenei e non consentivano conclusive definizioni degli aspetti tecnici della metodica. 

Il primo sistema commerciale di ampia diffusione per la realizzazione della medicazione a pressione sub-atmosferica è stato introdotto nel mercato statunitense nel 1995. Da allora la pressione negativa è stata applicata quasi ad ogni tipo di ferita o di lesione, dando origine ad una letteratura scientifica vastissima. Negli ultimi anni si è iniziato ad utilizzarla anche nella prevenzione delle infezioni delle ferite a rischio di infezione o raccolte, applicandola sopra la sutura chirurgica direttamente in sala operatoria al termine dell’intervento.